lunedì 25 marzo 2013
domenica 24 marzo 2013
IL BY-PASS FERROVIARIO
Falconara è uno snodo infrastrutturale strategico, ma non capita mai che grazie a questo ne ricavi un beneficio, anzi purtroppo è spesso vittima di decisioni prese dall'alto che la penalizza.
Il by-pass ferroviario è un'opera che modificherà fortemente la città e che annulla un progetto precedente che avrebbe dato a Falconara e a tutta la costa adriatica da Ancona a Senigallia un nuova prospettiva di vivibilità sia per la riduzione del traffico che per la fruibilità delle spiagge.
Il progetto promosso dalla Provincia di Ancona con l'allora Presidente Giancarli, infatti prevedeva l'arretramento della ferrovia da Senigallia ad Ancona, trasformando la linea ferroviaria della costa in una metropolitana leggera di superficie. Un progetto ambizioso che avrebbe potuto modificare completamente il concetto di mobilità in un'area fortemente trafficata e inquinata. La stazione di Falconara sarebbe stata spostata nei pressi dell'aeroporto e quella di Ancona all'Aspio, e i binari da Senigallia fino al porto di Ancona sostituiti da binari interrati (tipo tram) che avrebbero permesso l'attraversamento come una strada qualsiasi, fino ad arrivare al mare.
Un progetto che poteva essere realizzato per stralci evitando grossi investimenti su cui valeva la pena investire i soldi pubblici. Con il progetto che è riassunto in questa vecchia edizione del periodico di informazione della Provincia di Ancona (clicca qui), finalmente si realizzava il sogno dell'apertura a mare della città di Falconara e una pista ciclabile che collegava il porto di Ancona con Falconara.
Purtroppo questo progetto, considerato troppo costoso è stato accantonato, e sostituito con il by-pass ferroviario (clicca qui) che invece non ha nessuna delle caratteristiche del precedente e forse non sarà nemmeno utile al prossimo collegamento ferroviario di Alta Velocità.
Tutto resta come prima tranne una deviazione all'altezza di Marina di Montemarciano, deviando il percorso della ferrovia all'interno del Parco del Cormorano, mangiandosi un bel po' di territorio, gran parte dell'area dell'ex caserma Saracini, isolando l'intero quartiere di Villanova dal resto della città, per poi ritornare nella stazione di Falconara.
La possibilità quindi di realizzare la metropolitana di superficie verrà negata per sempre, i treni continueranno a passare tra la spiaggia e la strada ed il traffico resterà l'inferno di sempre.
Tutto resta come prima tranne una deviazione all'altezza di Marina di Montemarciano, deviando il percorso della ferrovia all'interno del Parco del Cormorano, mangiandosi un bel po' di territorio, gran parte dell'area dell'ex caserma Saracini, isolando l'intero quartiere di Villanova dal resto della città, per poi ritornare nella stazione di Falconara.
La possibilità quindi di realizzare la metropolitana di superficie verrà negata per sempre, i treni continueranno a passare tra la spiaggia e la strada ed il traffico resterà l'inferno di sempre.
Il Cipe, sembra aver disposto l'inizio dei lavori, ma pare con un ulteriore diminuzione di finanziamenti, c'è il rischio che l'opera diventi un'altra incompiuta. Credo che la realizzazione del by-pass sia un grave errore, la forte crisi economica dovrebbe far convergere gli sforzi sulle priorità e su opere che realmente innovativi possono ridare speranza di cambiamento degli stili di vita.
mercoledì 20 marzo 2013
martedì 19 marzo 2013
NON RISPETTARE IL PATTO DI STABILITA' SIGNIFICA RISPETTARE I CITTADINI
E' il patto di stabilità il vero avversario di queste elezioni amministrative. I sindaci, di qualsiasi colore politico si troveranno davanti un muro insormontabile. Il Patto di stabilità è un freno ad ogni attività dei Comuni che impedisce ogni possibilità di investimento anche per manutenzioni straordinarie.
Il Patto di stabilità imposto dal Governo Monti uccide i Comuni. E' necessaria una modifica urgente della Legge altrimenti l'autonomia dei Comuni sarà fortemente compromessa e non sarà possibile dare avvio a nessuna opera pubblica e di manutenzione nella città.
Il nuovo Governo si deve far carico di questa problematica altrimenti non resterà altro da fare che violare la Legge!
lunedì 18 marzo 2013
CENTRO CITTADINO CUORE COMMERCIALE E SOCIALE
Il commercio cittadino subisce le conseguenze di una crisi sistemica. Il calo dei consumi a causa dell'aumento della disoccupazione, di un clima di estrema incertezza e di pessimismo generale, penalizza le vendite e i negozi del centro cittadino ne pagano le conseguenze.
Fa bene il candidato sindaco del centro sinistra Antonio Mastrovincenzo ad affrontare la questione e a fare ipotesi e proposte per un rilancio dell'intero settore. E' importante per l'economia locale e per la rivitalizzazione di tutta la città.
I centri urbani devono riappropriarsi delle preroragative e caratteristiche "scippate" dai centri commerciali che sono sorti come funghi negli ultimi anni e che hanno impoverito le città svuotandole economicamente e culturalmente.
Il modello su cui si sono ispirati i fautori dei centri commerciali è infatti la piazza della città, con i suoi negozi, i servizi e gli spazi per passeggiare e per incontrarsi. La galleria di un qualsiasi centro commerciale riproduce la vita e le abitudini che erano proprie del centro urbano, di un corso pedonale o di una piazza, creando però uno spazio che seppur luminoso, e pieno di attrative non riesce a duplicare la socialità che solo una vera piazza può dare.
Riportare il Centro al centro dell'attenzione per riportare le persone a viverlo. Una nuova idea di commercio di prossimità e di qualità, anche con un mercato ortofrutticolo e di produzione alimentare di filiera corta, da promuovere con agevolazioni per nuovi e vecchi commercianti disponibili ad investire in un progetto e a collaborare con suggerimenti e innovazioni.
Invertire la tendenza dunque, Stop a qualsiasi ipotesi di costruzione di nuovi centri commerciali ed iniziare a ridare centralità ai centri commerciali urbani.
domenica 17 marzo 2013
QUANTITATIVO MINIMO GARANTITO DELL'ACQUA
L’acqua è un bene naturale e un diritto umano universale. La disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona.
Questo è il primo articolo della Proposta di Legge di iniziativa popolare promosso dal forum dell'acqua. Una proposta che intende definire il governo, la gestione e al tutela dell'acqua pubblica.
Sono sempre più frequenti i casi di tagli dell'allaccio dell'acqua causa morosità in tutta Italia dovuti dalla impossibilità di molti cittadini di pagare le bollette. Una morosità spesso causata dalla pesante crisi economica.
Il fabbisogno minimo di acqua è dunque un diritto improrogabile soprattutto in questa fase in cui la crisi economica è ancora molto pesante e lontana da una soluzione. Alcune amministrazioni comunali sensibili alle questioni sociali si fanno carico delle morosità dei cittadini e anticipano i pagamenti per evitare i tagli agli allacci.
Il problema potrebbe essere risolto alla radice evitando ai Comuni di utilizzare le già scarse risorse economiche.
Credo quindi che la prossima amministrazione comunale debba farsi portavoce e promotrice dell'iniziativa del forum dell'acqua per garantire il consumo minimo garantito dell'acqua.
La proposta di Legge prevede l'erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito e gratuito pari a 50 litri per persona.
Il costo di questa operazione è garantito dalla differenzazione delle tariffe a seconda dei consumi.
Proposta di Legge, Articolo 9 (Finanziamento del servizio idrico integrato attraverso la tariffa )
1. Con apposito decreto, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo definisce il metodo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato per tutti gli usi dell’acqua, nel rispetto di quanto contenuto nel presente articolo.
2. Si definisce uso domestico ogni utilizzo d’acqua atto ad assicurare il fabbisogno individuale per l’alimentazione e l’igiene personale. La tariffa per l’uso domestico deve coprire i costi ordinari di esercizio del servizio idrico integrato ad eccezione del quantitativo minimo vitale garantito, di cui al comma 3.
3. L’erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito è pari a 50 litri per persona. E’ gratuita e coperta dalla fiscalità generale.
4. L’erogazione del quantitativo minimo vitale garantito non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede ad installare apposito meccanismo limitatore dell’erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona.
5. Per le fasce di consumo domestico superiori a 50 litri giornalieri per persona, le normative regionali dovranno individuare fasce tariffarie articolate per scaglioni di consumo tenendo conto :
a) del reddito individuale ;
b) della composizione del nucleo familiare ;
c) della quantità dell’acqua erogata ;
d) dell’esigenza di razionalizzazione dei consumi e di eliminazione degli sprechi.
6. Le normative regionali dovranno inoltre definire tetti di consumo individuale, comunque non superiori a 300 litri giornalieri per abitante, oltre i quali l’utilizzo dell’acqua è assimilato all’uso commerciale ; di conseguenza la tariffa è commisurata a tale uso e l’erogazione dell’acqua è regolata secondo i principi di cui all’articolo 2.
7. Le tariffe per tutti gli usi devono essere definite tenendo conto dei principi di cui all’articolo 9 della Direttiva 2000/60 CE e devono contemplare, con eccezione per l’uso domestico, una componente aggiuntiva di costo per compensare :
a) la copertura parziale dei costi di investimento ;
b) le attività di depurazione o di riqualificazione ambientale necessarie per compensare l’impatto delle attività per cui viene concesso l’uso dell’acqua ;
c) la copertura dei costi relativi alle attività di prevenzione e controllo.
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