Il commercio cittadino subisce le conseguenze di una crisi sistemica. Il calo dei consumi a causa dell'aumento della disoccupazione, di un clima di estrema incertezza e di pessimismo generale, penalizza le vendite e i negozi del centro cittadino ne pagano le conseguenze.
Fa bene il candidato sindaco del centro sinistra Antonio Mastrovincenzo ad affrontare la questione e a fare ipotesi e proposte per un rilancio dell'intero settore. E' importante per l'economia locale e per la rivitalizzazione di tutta la città.
I centri urbani devono riappropriarsi delle preroragative e caratteristiche "scippate" dai centri commerciali che sono sorti come funghi negli ultimi anni e che hanno impoverito le città svuotandole economicamente e culturalmente.
Il modello su cui si sono ispirati i fautori dei centri commerciali è infatti la piazza della città, con i suoi negozi, i servizi e gli spazi per passeggiare e per incontrarsi. La galleria di un qualsiasi centro commerciale riproduce la vita e le abitudini che erano proprie del centro urbano, di un corso pedonale o di una piazza, creando però uno spazio che seppur luminoso, e pieno di attrative non riesce a duplicare la socialità che solo una vera piazza può dare.
Riportare il Centro al centro dell'attenzione per riportare le persone a viverlo. Una nuova idea di commercio di prossimità e di qualità, anche con un mercato ortofrutticolo e di produzione alimentare di filiera corta, da promuovere con agevolazioni per nuovi e vecchi commercianti disponibili ad investire in un progetto e a collaborare con suggerimenti e innovazioni.
Invertire la tendenza dunque, Stop a qualsiasi ipotesi di costruzione di nuovi centri commerciali ed iniziare a ridare centralità ai centri commerciali urbani.
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