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venerdì 24 maggio 2013

CON IL "SOGNO" DEL POI


In giro sento dire: "... si però stò sindaco ha sistemato il bilancio, adesso la città non c'ha più i debiti, in fondo grandi sbagli non li ha fatti".

Intanto i debiti ci sono e non basteranno nemmeno i prossimi 5 anni per estinguerli. Ma quello che non riesco a spiegare alle persone, che giustamente si concentrano sul presente perchè questa maledetta crisi non permette di pensare al futuro, che alcuni "sbagli" questo sindaco li ha fatti eccome, e sono gravi, solo che ce ne accorgeremo non subito, ma tra un pò.

Ce ne accorgeremo quando verrà realizzato il mega parcheggio di quattro piani alla stazione, quando sorgeranno le nuove case a Palombina Vecchia e a Montedomini, quando il centro commerciale a Castelferretti distruggerà la debole economia dei negozi della città. Ce ne accorgeremo quando la ferrovia con il by-pass sfregerà con il suo passaggio il fiume Esino, il parco del Cormorano, e isolerà ancora di più i quartieri di Fiumesino e Villanova. Ce ne accorgeremo quando vedremo la città cambiare e cementificarsi perchè questa è la volontà degli speculatori. Ce ne accorgeremo quando a largo della costa avremo un rigassificatore inutile e la raffineria svuotata dei lavoratori.

Ce ne accorgeremo quando la tassa sui rifiuti avrà costi insostenibili, solo perchè non si è voluto avviare un sistema di raccolta differenziata porta a porta.

Ce ne accorgeremo quando capiremo che i 37 contenziosi con la raffineria non potevano essere liquidati per un pugno di lenticchie e che fare gli ossequiosi con la proprietà non produce alcun beneficio per la città e nemmeno per l'occupazione dei lavoratori dell'Api..

Ce ne accorgeremo quando la crisi si farà ancora più pesante ed il Comune non sarà in grado di fare fronte alle emergenze perchè le case comunali non ci saranno più, vendute per quattro soldi.

Ce ne accorgeremo ma forse sarà troppo tardi, e sarà inutile avere rimpianti.

Questo avrei voluto spiegare ai cittadini che distrattamente pensano che questo è il migliore dei mondi possibili.

Ci ho provato in questi mesi di campagna elettorale a spiegare le mie ragioni. Un periodo duro per me.
Sono riuscito nel mio difficile intento? Non so.

Ce ne accorgeremo.... non tra molto però, un paio di giorni e vedremo se sarà possibile tentare un cambio di passo, un cambiamento, una alternativa. Se sarà possibile pensare ad una città migliore, dipenderà dalla sensibilità delle persone. In questo sono moderatamente ottimista.

Claudio Paolinelli
 
 
 

domenica 24 marzo 2013

IL BY-PASS FERROVIARIO

Falconara è uno snodo infrastrutturale strategico, ma non capita mai che grazie a questo ne ricavi un beneficio, anzi purtroppo è spesso vittima di decisioni prese dall'alto che la penalizza. 

Il by-pass ferroviario è un'opera che modificherà fortemente la città e che annulla un progetto precedente che avrebbe dato a Falconara e a tutta la costa adriatica da Ancona a Senigallia un nuova prospettiva di vivibilità sia per la riduzione del traffico che per la fruibilità delle spiagge.

Il progetto promosso dalla Provincia di Ancona con l'allora Presidente Giancarli, infatti prevedeva l'arretramento della ferrovia da Senigallia ad Ancona, trasformando la linea ferroviaria della costa in una metropolitana leggera di superficie. Un progetto ambizioso che avrebbe potuto modificare  completamente il concetto di mobilità in un'area fortemente trafficata e inquinata. La stazione di Falconara sarebbe stata spostata nei pressi dell'aeroporto e quella di Ancona all'Aspio, e i binari da Senigallia fino al porto di Ancona sostituiti da binari interrati (tipo tram) che avrebbero permesso l'attraversamento come una strada qualsiasi, fino ad arrivare al mare.

Un progetto che poteva essere realizzato per stralci evitando grossi investimenti su cui valeva la pena investire i soldi pubblici. Con il progetto che è riassunto in questa vecchia edizione del periodico di informazione della Provincia di Ancona (clicca qui), finalmente si realizzava il sogno dell'apertura a mare della città di Falconara e una pista ciclabile che collegava il porto di Ancona con Falconara.

Purtroppo questo progetto, considerato troppo costoso è stato accantonato, e sostituito con il by-pass ferroviario (clicca qui) che invece non ha nessuna delle caratteristiche del precedente e forse non sarà nemmeno utile al prossimo collegamento ferroviario di Alta Velocità.
Tutto resta come prima tranne una deviazione all'altezza di Marina di Montemarciano, deviando il percorso della ferrovia all'interno del Parco del Cormorano, mangiandosi un bel po' di territorio, gran parte dell'area dell'ex caserma Saracini, isolando l'intero quartiere di Villanova dal resto della città, per poi ritornare nella stazione di Falconara.
La possibilità quindi di realizzare la metropolitana di superficie verrà negata per sempre, i treni continueranno a passare tra la spiaggia e la strada ed il traffico resterà l'inferno di sempre.

Il Cipe, sembra aver disposto l'inizio dei lavori, ma pare con un ulteriore diminuzione di finanziamenti, c'è il rischio che l'opera diventi un'altra incompiuta. Credo che la realizzazione del by-pass sia un grave errore, la forte crisi economica dovrebbe far convergere gli sforzi sulle priorità e su opere che realmente innovativi possono ridare speranza di cambiamento degli stili di vita. 
 
 
 
 
 
 

martedì 19 marzo 2013

NON RISPETTARE IL PATTO DI STABILITA' SIGNIFICA RISPETTARE I CITTADINI

E' il patto di stabilità il vero avversario di queste elezioni amministrative. I sindaci, di qualsiasi colore politico si troveranno davanti un muro insormontabile. Il Patto di stabilità è un freno ad ogni attività dei Comuni che impedisce ogni possibilità di investimento anche per manutenzioni straordinarie.
 
Il Patto di stabilità imposto dal Governo Monti uccide i Comuni. E' necessaria una modifica urgente della Legge altrimenti l'autonomia dei Comuni sarà fortemente compromessa e non sarà possibile dare avvio a nessuna opera pubblica e di manutenzione nella città.

Il nuovo Governo si deve far carico di questa problematica altrimenti non resterà altro da fare che violare la Legge!


lunedì 18 marzo 2013

CENTRO CITTADINO CUORE COMMERCIALE E SOCIALE

Il commercio cittadino subisce le conseguenze di una crisi sistemica. Il calo dei consumi a causa dell'aumento della disoccupazione, di un clima di estrema incertezza e di pessimismo generale, penalizza le vendite e i negozi del centro cittadino ne pagano le conseguenze.

Fa bene il candidato sindaco del centro sinistra Antonio Mastrovincenzo ad affrontare la questione e a fare ipotesi e proposte per un rilancio dell'intero settore. E' importante per l'economia locale e per la rivitalizzazione di tutta la città.

I centri urbani devono riappropriarsi delle preroragative e caratteristiche "scippate" dai centri commerciali che sono sorti come funghi negli ultimi anni e che hanno impoverito le città svuotandole economicamente e culturalmente.

Il modello su cui si sono ispirati i fautori dei centri commerciali è infatti la piazza della città, con i suoi negozi, i servizi e gli spazi per passeggiare e per incontrarsi. La galleria di un qualsiasi centro commerciale riproduce la vita e le abitudini che erano proprie del centro urbano, di un corso pedonale o di una piazza, creando però uno spazio che seppur luminoso, e pieno di attrative non riesce a duplicare la socialità che solo una vera piazza può dare.

Riportare il Centro al centro dell'attenzione per riportare le persone a viverlo.  Una nuova idea di commercio di prossimità e di qualità, anche con un mercato ortofrutticolo e di produzione alimentare di filiera corta, da promuovere con agevolazioni per nuovi e vecchi commercianti disponibili ad investire in un progetto e a collaborare con suggerimenti e innovazioni.   

Invertire la tendenza dunque, Stop a qualsiasi ipotesi di costruzione di nuovi centri commerciali ed iniziare a ridare centralità ai centri commerciali urbani.





 

venerdì 15 marzo 2013

IL CENTRO MUORE SENZA MANUTENZIONE E CURA

Si parla tanto di degrado urbano a Falconara, soprattutto riguardo il centro cittadino. Un centro che avrebbe bisogno di maggiore attenzione da parte dei frequentatori ma anche di una attenta cura da parte dell'amministrazione comunale che invece sembra distratta.
Cura e manutenzione non sempre hanno bisogno di grandi risorse economiche, basterebbe frequentare la città per vedere che alcune componenti dell'arredo urbano stanno andando in malora e basterebbe veramente una nornale manutenzione, ma bisogna avere la mentalità giusta, capirle certe cose.

Un esempio sono le fioriere che in Piazza Mazzini un tempo delimitavano l'inizio della zona pedonale. Da molti mesi le due fioriere ormai prive di ogni fiore sono state spostate lasciando aperto il varco all'ingresso della piazza tanto che spesso in quello spazio ci sono automobili malamente parcheggiate. Ma cosa più grave  è che le due fioriere sono state abbandonate poco lontano lasciando a chi passa una sensazione di degrado appunto.

Di certo per il visitatore non è un bel biglietto di presentazione, di sicuro non fa piacere nemmeno ai cittadini vedere questa mala gestione,  considerando anche che Piazza Mazzini è la piazza principale della città. Il cambiamento passa anche attraverso queste piccole attenzioni.

giovedì 14 marzo 2013

CROLLO ALLA EX MONTEDISON

foto tratta da vivere ancona
Era inevitabile il crollo alla ex Montedison. Le Arche del sito, catalogate archeologia industriale e tutelate dalla Soprintendenza, sono venute giù dopo anni di incuria.
 
L'area attualmente è anche frequentata da persone senza casa che ci pernottano ed è altamente pericolosa per il livelli di inquinamento sul terreno dovuto alla produzione industriale degli anni passati.
 
Insomma una situazione non facile da risolvere, ma credo sia importante non dimenticare che ci sono tanti esempi di riqualificazione di siti industriali in Italia, molti anche nella nostra regione e quasi tutte quelle aree hanno goduto di una nuova vita, trasformate in luoghi culturali. Quindi pensare ad una riqualificazione in tal senso non è una bestemmia, anche se troppo tempo è stato perso e su questo l'amministrazione comunale attuale ha le sue responsabilità visto che ha governato la città per 5 anni.
 
Un crollo che potrebbe aprire la via alla speculazione ed il rischio di una ennesima colata di cemento.
 
Dovremmo evitare questa possibilità, capire se c'è ancora qualcosa da salvaguardare in quelle rovine e poi programmare con cura il futuro di quell'area in concerto con i proprietari. 

 

giovedì 21 febbraio 2013

LIBERARE LA CITTA' DALLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Stamattina mentre imbucavo i volantoni elettorali di SEL nelle cassette dalla posta, mi sono trovato davanti questa rampa di scale per arrivare ad un portone.
 
Devo dire che ero un pò stanco e quella vista non mi ha fatto piacere anche se alla fine ho comunque brillantemente affrontato quella fatica. Ma subito dopo ho cercato di immaginare però come reagiscono le persone con difficoltà in certe occasioni, le persone con disabilità motoria o anche semplicemente persone anziane quando si trovano davanti ad un ostacolo di questo tipo, praticamente insormontabile.
 
Quella gradinata è solo uno degli impedimenti che influiscono negativamente sulla qualità della vita delle persone. Penso allo stato pietoso dei marciapiedi i quali spesso non hanno continuità e improvvisamente si interrompono o sono occupati da mille ostacoli. Penso alla condizione delle strade, ai muretti, alle auto parcheggiate che ostruiscono i passaggi alle carrozzine. 
 
Credo che cambiare la città significhi anche abbattere le barriere architettoniche; è una operazione di civiltà. Occorre mettere in piedi un progetto di riqualificazione urbana, verificare se esistono contributi per le opere pubbliche in tal senso, un progetto che abbia come obiettivo la fruibilità della città di tutte le persone.  



domenica 17 febbraio 2013

MULTINE: RISPOSTA EVASIVA E CONTRADDITORIA

Dunque le multine non sono sanzioni ma solo "pratiche per semplificare la riscossione". Questa è la laconica risposta alla legittima domanda che SEL di Falconara aveva posto all'amministrazione comunale, risposta pervenuta peraltro dalla "municipale".
Il termine "sanzione" però non è un'espressione di SEL, ma la trascrizione letterale tratta dalle osservazioni del comandante della polizia municipale, che così scrive: "si nutrono forti perplessità riguardo la possibilità da parte degli ausiliari del traffico di poter applicare <sanzioni agevolate...>".
La "municipale" liquida in 4 parole, ma non dipana i dubbi, derubricando la multina (così la chiama l'amministrazione comunale) in una pratica per semplificare la riscossione.
In realtà quei 5 euro sono il prezzo che gli automobilisti pagano in caso di superamento dei tempi di sosta nei parcheggi a pagamento.
Per dirla più chiaramente significa che chi sosta oltre il tempo consentito invece di pagare una multa per divieto di sosta ottiene una specie di condono.

Ci sono due fatti negativi: il primo quello più importante è che con questa pratica il Comune subisce un danno erariale in quanto viene a mancare una entrata economica. L'importo della multina infatti va direttamente nelle casse della società che gestisce il controllo dei parcheggi a pagamento e non nelle casse comunali. La multina quindi diventa una specie di risarcimento alla società. Questa pratica, è bene che si sappia non è prevista dal codice della strada.
Il secondo, non meno grave, è che questa "pratica" diseduca i cittadini al rispetto delle regole.

La risposta della "municipale" (sarebbe stato meglio che a rispondere fosse stato l'assessore competente o almeno il comandante della municipale), si limita ad affermare che il problema è stato "decontestualizzato", ma contraddice la sfilza di osservazioni (tutte negative) del comandante dei Vigili, scritte nero su bianco sulla determina dirigenziale del 28 dicembre scorso.
 
Come è possibile decontestualizzare la sentenza della Corte dei Conti n. 888 del 19/09/012, o la nota del ministero dei trasporti n. 74779 del 30/07/07, o della Suprema Corte di Cassazione 12834 23 febbraio 31 maggio 2007? Tutti documenti citati con le osservazioni nella determina. 
Una "decontestualizzazione"che dovrebbe essere ufficializzata almeno con un atto pubblico.
 
Circolo SEL Falconara

giovedì 14 febbraio 2013

LE MULTINE SONO ILLEGITTIME?



Il progetto del mega parcheggio della stazione, un assurdo corpo estraneo per la città, e l'abbinata aggiudicazione della gestione dei parcheggi a pagamento, hanno parecchi punti grigi che meritano di essere chiariti. 
 
A proposito di gestione dei parcheggi a pagamento di Falconara, credo che si debba approfondire la validità delle sanzioni ridotte degli ausiliari della sosta di Falconara visto che perfino la polizia municipale ne ha ribadito l'impossibilità.
Basta leggere le osservazioni sul "disciplinare di gestione" e "bozza di convenzione" del comandante della polizia municipale di Falconara Stefano Martelli a proposito delle sanzioni ridotte (multine).
 
Trascrizione dal documento ufficiale:
"si ribadisce, riguardo la possibilità da parte degli ausiliari della sosta di poter elevare sanzioni agevolate nei confronti degli utenti della strada che parcheggiano irregolarmente sul suolo pubblico che la più recente giurisprudenza ha negato tale possibilità avendo stimato perfino un danno economico in capo all'amministrazione locale in relazione alla quota di sanzione amministrativa non introitata".
 
Protocollo 52000 del 28/12/2012
Determina dirigenziale aggiudicazione parcheggio 1534 del 28 12 2012
 
Mi chiedo come l'amministrazione comunale abbia potuto autorizzare la gestione della sosta con una osservazione così autorevole e altrettanto critica.

domenica 10 febbraio 2013

IL CAMBIAMENTO E' PARTECIPAZIONE

L'affanno con cui l'ammistrazione comunale sta cercando di rimediare alle ultime figuracce evidenzia la sua approssimazione nell'affrontare le questioni e sottolinea una grossa dose di arroganza e supponenza nel pensare di avere la verità in tasca.
Sono ormai un paio di volte in pochi giorni che in assemblee pubbliche il sindaco risponde a legittime domande dei cittadini che chiedono solo un pò di trasparenza con il dispotico atteggiamento di chi crede di essere il padrone delle ferriere.
 
La frase: "non sono tenuto a fornire informazioni e documentazioni" non dovrebbe mai uscire di bocca ad un amministratore che al contrario ha l'obbligo morale e civile di essere trasparente nelle azioni e nel comportamento. 
 
La questione del mega parcheggio ha messo a nudo questa brutta caratteristica del sindaco, che aggiunta al borioso contegno di assessori e consiglieri comunali descrive perfettamente un modus operandi assolutamente inadeguato alle responsabilità.
 
Informazioni frammentarie, alcune sbagliate, tentativi di fuorviare la discussione, accuse gratuite a chi osa  criticare, il tentativo di far scadere la discussione con il dileggio e con patetiche battutine, sono le armi (spuntate) di chi non ha argomenti seri da contrapporre alle critiche. Soprattutto sono le armi di chi non sa come affrontare le problematiche della città.  
 
Falconara ha bisogno di cambiare pagina. Falconara non ha bisogno di una amministrazione che accontenta il singolo cittadino con piccoli "favori". Falconara ha bisogno di una amministrazione che sia capace di osservare la città, di valutare i bisogni e di progettare in un ottica di lungo respiro per l'interesse pubblico e non per favorire le richieste di singoli imprenditori. 
 
Falconara ha bisogno della partecipazione dei suoi cittadini, i qualli hanno il dovere di essere informati con chiarezza e trasparenza.
 
Di questo ha bisogno Falconara. Diamoci da fare perchè tutto ciò si realizzi. Io ci metto il mio impegno ma il risultato lo si ottiene solo con la volontà e l'impegno dei cittadini.     

giovedì 7 febbraio 2013

ACQUA: LISCIA GASSATA O PUBBLICA?

Questo è un comunicato stampa di SEL Falconara sulla realizzazione di fontanelle di acqua refrigerata a pagamento. 

L'assemblea pubblica organizzata il 6 febbraio a Falconara dall'amministrazione comunale per illustrare la realizzazione di due punti di distribuzione di acqua naturale e gassata, esige una doverosa precisazione alla cittadinanza.

L'assemblea, alla presenza purtroppo solo di alcune unità di cittadini, ha svelato grazie ad alcune domande dei presenti, parecchie criticità e inesattezze riguardo la comunicazione divulgata dall'amministrazione comunale sull'opera e i suoi costi.

Claudio Paolinelli di SEL Falconara ha infatti posto alcune domande al sindaco Brandoni. riguardo i costi a carico del Comune, il metodo di selezione della società di gestione.

Il sindaco Brandoni ha affermato di aver ricevuto alcune proposte e vari preventivi di spesa da più aziende, che ha deciso però di avvalersi della società "acquanet" e che non è tenuto a rendere pubbliche le altre proposte.

Secondo Brandoni il costo sostenuto dal Comune è di circa 5000 euro in totale, comprensivo di allaccio dell'acqua e per la realizzazione di 2 piattaforme di cemento su cui si posizioneranno le casette prefabbricate che verranno alloggiate in due parcheggi della città.

In realtà i cittadini devono sapere che oltre a questo costo una tantum, sempre a carico del Comune si deve aggiungere il costo della bolletta dell'acqua e della energia elettrica.

Il sindaco non è stato in grado di quantificare il costo delle utenze che però alla fine è stato stabilito in maniera molto approssimativa in circa 4000 euro l'anno.

Quindi vogliamo informare i cittadini che, nonostante la propaganda fatta in questi ultimi giorni per promuovere il progetto e nonostante la delibera di Giunta, l'operazione non è affatto a costo zero in quanto chi vorrà avvvalersi del servizio dovrà acquistare una card dal costo di 5 euro e dovrà pagare una tariffa di 36 euro da saldare annualmente e in anticipo. Il costo al litro è di euro 0,003 contro euro 0,001 della stessa acqua che però sgorga dal rubinetto di casa. IL TRIPLO DEL COSTO!

Non va sottovalutato inoltre il costo a carico del Comune e quindi di tutti i cittadini: ai 5.000 euro di costo di installazione occorre aggiungere ulteriori 60.000 euro (4.000 all'anno) considerando che il sindaco intende sottoscrivere un contratto con la società "Acquanet" per la durata di 15 anni.

Una cifra che siamo sicuri potrebbe essere spesa in maniera più consona in questo momento di crisi.

A tutto questo vogliamo aggiungere anche una valutazione negativa sulle modalità d'uso delle fontanelle. Infatti potranno usurfruire del servizio solo i possessori della card (solo per residenti) in regola con il pagamento anticipato dell'intero costo del consumo annuo.

Per tutti gli altri sarà negato bere anche solo un bicchiere d'acqua.

Insomma pensiamo che al di là dello slogan e della propaganda del sindaco Brandoni questa operazione non abbia niente a che vedere con i princìpi generali che sanciscono l'acqua come un Bene Comune e il suo accesso gratuito un diritto universale. Princìpi già calpestati da questa amministrazione con la chiusura delle fontanelle delle piazze per evitarne l'utilizzo agli immigrati l'estate scorsa. Azione sgradevole e ignobile che il sindaco ha preannunciato di rifare... se sarà rieletto.

Circolo Sel Falconara

lunedì 4 febbraio 2013

STOP AL CONTRATTO PER IL MEGA PARCHEGGIO

L'argomento del momento a Falconara è quello del mega parcheggio della stazione ferroviaria.
E' un bene che se ne parli perchè l'amministrazione comunale ha cercato di non diffondere la notizia e di lasciare sotto traccia una decisione che invece è bene approfondire con estrema attenzione. E' un diritto dei cittadini essere informati, è un dovere dell'amministrazione agire nella massima trasparenza e con la massima informazione.
 
Di questo progetto l'amministrazione ne discute almeno dal giugno 2012, secondo gli atti ufficiali. Un progetto che costerà alla comunità in termini di denaro pubblico ed anche in termini di qualità della vita. 
C'è un difetto di fondo in questa vicenda, un difetto che se non decidiamo di eliminare tornerà a fare danni anche in altre occasioni riguardanti l'urbanistica.
Il difetto è che troppo spesso le amministrazioni comunali non programmano, non pianificano, ma si affidano per le opere a progetti e proposte di aziende esterne, siano esse nuove abitazioni o strade, o per l'appunto parcheggi. 
Insomma non è il Comune che individua una necessità e ne studia una progettazione, ma si limita ad avvalorare le richieste di costruttori e speculatori, spesso con progetti mal pensati o meglio pensati solo a portare profitto e non a soddisfare un bisogno della comunità.
In questo l'attuale amministrazione ha dimostrato di essere assolutamente incapace di progettare e pianificare alcunchè. In ogni campo.
 
Si può dire genericamente che Falconara ha bisogno di parcheggi, è vero ma questo non significa che costruire un mostro di 15 metri di altezza in pieno centro cittadino sia la soluzione che risolve il problema.
Dunque è necessario voltare pagina e dimenticare queste pratiche di cattiva politica. Occorre governare il territorio, conoscerlo per capirne le esigenze, i pregi e le criticità e per trovare soluzioni.
 
Questa operazione invece ha tutta l'aria di una operazione semi-segreta fatta in fretta e furia a ridosso del fine del mandato dell'attuale amministrazione comunale.
 
Ora visto che gli accordi stretti fin qui lo permettono, l'unica cosa seria che può fare questa amministrazione è quella di non sottoscrivere alcun ulteriore documento. Lasciando quindi la decisione a chi amministrerà la città tra qualche mese. 
Intanto il sindaco metta a conoscenza dei cittadini lo stato dell'arte, ne faccia pure un argomento elettorale e provi a sostenere che quel blocco di cemento sulla strada più trafficata di Falconara a due passi dal centro è una buona idea. 
 
Spero che i cittadini non si facciano abbindolare facilmente, che aprano bene gli occhi.
Ci vuole un cambiamento nei comportamenti. Un cambiamento per la città.

martedì 29 gennaio 2013

CURA DEL TERRITORIO E MANUTENZIONE NELLA CITTA' DELLE EX


La nostra città ha una grossa collezione di EX attività. È ormai consuetudine abbinare il prefisso EX alle numerose attività commerciali ed industriali che si sono susseguite sul nostro territorio. Non ci facciamo più caso ma spesso parliamo di EX Montedison, EX Liquigas, Ex Antonelli, Ex molino, Ex piattaforma Bedetti, Ex Isea. Mi dimentico sicuramente altri EX più o meno famosi, per non parlare delle decine di attività commerciali di cui abbiamo solo un flebile ricordo.

Molte di queste attività hanno lasciato alla città un segno, una ferita che non guarisce e che al contrario avrebbe bisogno di cure urgenti. Molte di queste aree sono di grandi dimensioni, abbandonate, fatiscenti, alcune pericolose per la salute e da bonificare.

Penso alla EX Montedison, o all’area ex Liquigas, spazi enormi inutilizzati in una città che invece ha un grande bisogno di spazi nuovi, da ripensare fuori dalle logiche di mero profitto, ma per soddisfare le esigenze delle persone, per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Invece di pensare di trovare soluzioni, che mi rendo conto non sono facili, a questi ingombranti EX, negli anni si è preferito costruire EX-novo, minacciando ancora di più il già fragile equilibrio di un territorio in cui è alto il rischio di frane, e dove le aree verdi sono sempre meno fruibili oltre che visibili.

Cura del territorio e manutenzione! Questo paradigma basta già ad individuare il futuro della città anche in ambito economico. Impresa impegnativa e ardua, forse solo un sogno, ma mi piace pensare ad esempio alla riqualifica di un’altra grossa struttura in disuso: la EX caserma Saracini, che sta letteralmente cadendo a pezzi, abbandonata senza alcun controllo e quindi destinata al degrado.

Siccome sono convinto che il cambiamento verrà obbligatoriamente con scelte coraggiose e grazie anche ai sogni possibili, allora perché non pensare ad un uso pubblico della Ex caserma per creare spazi a giovani e a fasce di cittadini precari o disoccupati che vogliono intraprendere forme di lavoro autonomo, creare piccole imprese di economia sociale e solidale, o intendano aprire attività associative e no profit. Una sorta di cittadella dei mestieri artigiani per favorire idee e opportunità individuali e di cooperazione.

La violenta crisi economica sta producendo impoverimento e disoccupazione, compito delle Istituzioni locali è quello di controbatterla con risposte concrete, ad esempio riducendo i costi di start-up delle nuove imprese, in favore di giovani soggetti alla precarietà. Una idea che si chiama coworking.

La caserma Saracini per decenni è stata uno dei perni dell’economia falconarese, perché non ridarle quella prerogativa trasformandola da EX luogo militare a spazio pubblico di socializzazione e lavoro?  Ne vogliamo parlare?