domenica 17 marzo 2013

QUANTITATIVO MINIMO GARANTITO DELL'ACQUA

L’acqua è un bene naturale e un diritto umano universale. La disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona.
 
Questo è il primo articolo della Proposta di Legge di iniziativa popolare promosso dal forum dell'acqua. Una proposta che intende definire il governo, la gestione e al tutela dell'acqua pubblica.
 
Sono sempre più frequenti i casi di tagli dell'allaccio dell'acqua causa morosità in tutta Italia dovuti dalla impossibilità di molti cittadini di pagare le bollette. Una morosità spesso causata dalla pesante crisi economica.
 
Il fabbisogno minimo di acqua è dunque un diritto improrogabile soprattutto in questa fase in cui la crisi economica  è ancora molto pesante e lontana da una soluzione. Alcune amministrazioni comunali sensibili alle questioni sociali si fanno carico delle morosità dei cittadini e anticipano i pagamenti per evitare i tagli agli allacci.
 
Il problema potrebbe essere risolto alla radice evitando ai Comuni di utilizzare le già scarse risorse economiche. 
 
Credo quindi che la prossima amministrazione comunale debba farsi portavoce e promotrice dell'iniziativa del forum dell'acqua per garantire il consumo minimo garantito dell'acqua.
 
La proposta di Legge prevede l'erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito e gratuito pari a 50 litri per persona.
 
Il costo di questa operazione è garantito dalla differenzazione delle tariffe a seconda dei consumi. 
 
 
 
Proposta di Legge, Articolo 9 (Finanziamento del servizio idrico integrato attraverso la tariffa )
1. Con apposito decreto, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo definisce il metodo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato per tutti gli usi dell’acqua, nel rispetto di quanto contenuto nel presente articolo.
2. Si definisce uso domestico ogni utilizzo d’acqua atto ad assicurare il fabbisogno individuale per l’alimentazione e l’igiene personale. La tariffa per l’uso domestico deve coprire i costi ordinari di esercizio del servizio idrico integrato ad eccezione del quantitativo minimo vitale garantito, di cui al comma 3.
3. L’erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, considerata diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito è pari a 50 litri per persona. E’ gratuita e coperta dalla fiscalità generale.
4. L’erogazione del quantitativo minimo vitale garantito non può essere sospesa. In caso di morosità nel pagamento, il gestore provvede ad installare apposito meccanismo limitatore dell’erogazione, idoneo a garantire esclusivamente la fornitura giornaliera essenziale di 50 litri al giorno per persona.
5. Per le fasce di consumo domestico superiori a 50 litri giornalieri per persona, le normative regionali dovranno individuare fasce tariffarie articolate per scaglioni di consumo tenendo conto :
a) del reddito individuale ;
b) della composizione del nucleo familiare ;
c) della quantità dell’acqua erogata ;
d) dell’esigenza di razionalizzazione dei consumi e di eliminazione degli sprechi.
6. Le normative regionali dovranno inoltre definire tetti di consumo individuale, comunque non superiori a 300 litri giornalieri per abitante, oltre i quali l’utilizzo dell’acqua è assimilato all’uso commerciale ; di conseguenza la tariffa è commisurata a tale uso e l’erogazione dell’acqua è regolata secondo i principi di cui all’articolo 2.
7. Le tariffe per tutti gli usi devono essere definite tenendo conto dei principi di cui all’articolo 9 della Direttiva 2000/60 CE e devono contemplare, con eccezione per l’uso domestico, una componente aggiuntiva di costo per compensare :
a) la copertura parziale dei costi di investimento ;
b) le attività di depurazione o di riqualificazione ambientale necessarie per compensare l’impatto delle attività per cui viene concesso l’uso dell’acqua ;
c) la copertura dei costi relativi alle attività di prevenzione e controllo.    
 
 

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venerdì 15 marzo 2013

IL CENTRO MUORE SENZA MANUTENZIONE E CURA

Si parla tanto di degrado urbano a Falconara, soprattutto riguardo il centro cittadino. Un centro che avrebbe bisogno di maggiore attenzione da parte dei frequentatori ma anche di una attenta cura da parte dell'amministrazione comunale che invece sembra distratta.
Cura e manutenzione non sempre hanno bisogno di grandi risorse economiche, basterebbe frequentare la città per vedere che alcune componenti dell'arredo urbano stanno andando in malora e basterebbe veramente una nornale manutenzione, ma bisogna avere la mentalità giusta, capirle certe cose.

Un esempio sono le fioriere che in Piazza Mazzini un tempo delimitavano l'inizio della zona pedonale. Da molti mesi le due fioriere ormai prive di ogni fiore sono state spostate lasciando aperto il varco all'ingresso della piazza tanto che spesso in quello spazio ci sono automobili malamente parcheggiate. Ma cosa più grave  è che le due fioriere sono state abbandonate poco lontano lasciando a chi passa una sensazione di degrado appunto.

Di certo per il visitatore non è un bel biglietto di presentazione, di sicuro non fa piacere nemmeno ai cittadini vedere questa mala gestione,  considerando anche che Piazza Mazzini è la piazza principale della città. Il cambiamento passa anche attraverso queste piccole attenzioni.

giovedì 14 marzo 2013

CROLLO ALLA EX MONTEDISON

foto tratta da vivere ancona
Era inevitabile il crollo alla ex Montedison. Le Arche del sito, catalogate archeologia industriale e tutelate dalla Soprintendenza, sono venute giù dopo anni di incuria.
 
L'area attualmente è anche frequentata da persone senza casa che ci pernottano ed è altamente pericolosa per il livelli di inquinamento sul terreno dovuto alla produzione industriale degli anni passati.
 
Insomma una situazione non facile da risolvere, ma credo sia importante non dimenticare che ci sono tanti esempi di riqualificazione di siti industriali in Italia, molti anche nella nostra regione e quasi tutte quelle aree hanno goduto di una nuova vita, trasformate in luoghi culturali. Quindi pensare ad una riqualificazione in tal senso non è una bestemmia, anche se troppo tempo è stato perso e su questo l'amministrazione comunale attuale ha le sue responsabilità visto che ha governato la città per 5 anni.
 
Un crollo che potrebbe aprire la via alla speculazione ed il rischio di una ennesima colata di cemento.
 
Dovremmo evitare questa possibilità, capire se c'è ancora qualcosa da salvaguardare in quelle rovine e poi programmare con cura il futuro di quell'area in concerto con i proprietari.