domenica 2 giugno 2013

FERMIAMO LE SPECULAZIONI

Evitiamo che i divoratori del territorio, i cementificatori di falconara prendano definitivamente possesso della città.
STOP!!
Brandoni vuole il megaparcheggio, vuole costruire sulle colline in frana. FERMIAMOLO!
9/10 giugno VOTA Antonio Mastrovincenzo Candidato Sindaco

sabato 1 giugno 2013

ZERO CONSUMO DI SUOLO E RIPARTE L'ECONOMIA.

Spesso la propaganda elettorale porta a semplificare alcuni concetti che possono venir fraintesi o peggio strumentalizzati.
 
Parlando con delle persone in questi giorni mi sono accorto che lo slogan ZERO CONSUMO DI SUOLO viene interpretato come un impedimento allo sviluppo, come la mazzata finale ad un settore quello edilizio e artigiano già in forte crisi. La teoria secondo la quale ZERO edificazioni significa chiusura delle imprese edili, mi sembra sia avvalorata soprattutto dallo schieramento che sostiene il sindaco uscente Goffredo Brandoni, e non c'è da stupirsi visto che gran parte del suo programma è basato su nuove edificazioni.  Un tipico caso di banalizzazione dei grandi temi in campo a Falconara. Gli stessi infatti cercano di far passare il concetto che chi sostiene una riconversione della raffineria e una maggiore cura dell'ambiente, voglia far licenziare i lavoratori. Semplificazione infantile e non vera ovviamente (ma questo è un altro argomento).
 
Per rispondere alle giuste preoccupazioni di chi lavora nel settore dell'edilizia, cito un comunicato stampa dell'ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili che lanciando un grido d'allarme per la gravissima situazione in cui grava il settore con il sostanziale blocco delle costruzioni, peggiorata dall'introduzione dell'IMU, chiedono di invertire la rotta:  “un’iniezione di soldi pubblici per partire con la messa in sicurezza delle scuole e del territorio: interventi necessari per il bene del Paese e capaci di dare fiato all’economia”.
Il consumo del territorio è un tema sentito anche dall'associazione degli edili e sembra un ossimoro, ma non lo è. L'ANCE del Veneto si dichiara favorevole alla "applicazione di forme di partenariato pubblico-privato nella realizzazione delle opere regionali di difesa del suolo".
 
Quindi dire ZERO CONSUMO TERRITORIO senza banalizzare il concetto non significa affatto decretare la morte delle imprese edili, ma al contrario offrire una nuova opportunità virtuosa di sviluppo.
 
Parlando di Falconara Possiamo dire che se il Governo centrale deciderà di allentare i parametri del patto di stabilità, il Comune potrà avviare importanti opere di ristrutturazione di edifici pubblici, migliorando l'efficientamento energetico, mettendo in sicurezza le scuole.
 
Un Comune virtruoso non si ferma però solo agli interventi pubblici, si può fare molto anche nel privato. A Falconara ci sono grossi condomini, conseguenza delle passate speculazioni edilizie, tutte le abitazioni hanno un basso coefficiente energetico, questo "difetto" deprezza il loro valore, ma non solo, molti di questi condomini proprio in questi giorni debbono fare i conti con la riconversione del riscaldamento centralizzato, alimentato in molti casi con BTZ, un carburante molto inquinante e cancerogeno a basso costo. La trasformazione di tali impianti è molto dispendiosa, spesso per motivi economici i condomini optano per soluzioni non definitive, non risolvendo definitivamente il problema.
 
Un Comune virtuoso che vuole risolvere definitivamente questo problema può coordinare e mettere in rete i privati, grandi condomini ma anche singoli proprietari, promuovendo contratti collettivi con aziende specializzate per la riconversione energetica, per la ristrutturazione degli edifici, con la formula delle ESCO Questo sistema permette di realizzare interventi di efficienza energetica abbattendo i costi di realizzazione e di gestione, per privati ed enti pubblici.
Provate a pensare ai benefici se il Comune riuscisse a mettere in piedi un coordinamento di questo tipo in grado anche di agevolare finanziamenti per privati.
 
Ne provo ad elencare qualcuno:
  1. riduzione dei costi di riconversione
  2. abbattimento dell'inquinamento (con la trasformazione degli impianti di riscaldamento ci sarà un abbattimento sostanziale delle poveri sottili, grave problema in città mai risolto).
  3. Ripresa del settore edilizio e dell'artigianato, quindi nuovi posti di lavoro e più ricchezza in città)
  4. valorizzazione degli edifici ristrutturati
  5. Riduzione dei consumi di carburante
Ecco cosa significa ZERO CONSUMO DI SUOLO. Non date retta alle banalizzazioni, questo è il cambiamento di cui vogliamo essere portatori. Ecco perchè è molto importante che al ballottaggio del 9/10 giugno il voto vada ad Antonio Mastrovincenzo.     
 



venerdì 31 maggio 2013

9/10 GIUGNO TORNA A VOTARE MASTROVINCENZO

Fra 9 giorni si torna a votare a Falconara. Un ballottaggio che non è solo una sfida tra due candidati a sindaco, ma tra modi diversi di vedere il futuro della città.
 
La giunta Brandoni ha dimostrato di essere più attenta e disponibile con alcuni (pochi) a scapito della collettività. Basti pensare alla realizzazione del megaparcheggio della stazione, un'opera inutile e dannosa per Falconara. Inutile perché non c'è bisogno di realizzare un parcheggio di 4 piani. Dannosa perché la sua presenza incrementerà il traffico e l'inquinamento, e perché a guadagnarci saranno solo i costruttori, i gestori, e infine le ferrovie (RFI) che scaduto il contratto d'uso dell'area  diventeranno i proprietari del parcheggio.
 
E' solo un esempio, se ne potrebbero fare altri, come l'approvazione di varianti urbanistiche che permetteranno un ulteriore consumo di suolo. Nuove edificazioni, anche in questo caso inutili, visto che Falconara si sta svuotando e che sul mercato ci sono moltissime case sfitte, ed altre nuove incompiute. Anche in questo caso l'interesse prevalente non è nei confronti della collettività. Provate a chiedere cosa ne pensano gli abitanti di Palombina Vecchia.
 
Le delibere definitive sono pronte e aspettano solo la riconferma del sindaco Brandoni.
 
C'è poi la  questione sociale, più che mai importante vista la crisi feroce che aggredisce quasi tutte le famiglie.
 
Il ballottaggio si gioca su questioni di assoluta priorità. Si tratta di decidere se Falconara debba tornare ad esprimere cultura di solidarietà, se l'ambiente ed il territorio debbano essere considerati Beni Comuni  o al contrario risorse da sfruttare economicamente. Se il rischio per salute dei cittadini debba essere la prima preoccupazione per un sindaco oppure un problema da sottacere.
 
Insomma siamo ad un bivio: si può prendere una strada costellata di propaganda volta a nascondere scelte che peseranno negativamente su tutta la città per sempre, oppure si può decidere di prendere la strada per un nuovo rinascimento per Falconara, fatto di attenzioni, di cura, di cultura, di solidarietà e partecipazione. Questa strada ha un nome, si chiama Antonio Mastrovincenzo, non è un vicolo cieco ma un buon sentiero per poter rivedere il futuro con un po' di ottimismo. Mi piacerebbe fare questa strada con tanta gente, domenica 9 e lunedì 10 giugno prossimi.    

mercoledì 29 maggio 2013

FIDUCIA AL CAMBIAMENTO


90 preferenze non sono poche, pesano di responsabilità.
Il risultato delle urne mi onora del consenso di 90 persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda. Un segno di stima che non intendo disattendere.
 
Sento forte la responsabilità nei confronti di tutte queste persone, spero di poter ricambiare la fiducia nel migliore dei modi possibile, con coerenza e serietà, di sicuro non rinnegando i valori che da sempre contraddistinguono la sinistra e che sono parte di me.

Grazie a chi mi ha votato. Vorrei contribuire al miglioramento della città, c'è bisogno di un cambio di passo affinchè Falconara si risvegli dal torpore e dalla rassegnazione.

C'è bisogno di un cambiamento che solo i cittadini possono avviare. Domenica 9 e lunedi 10 giugno a Falconara si vota per il ballottaggio.

Molti sono arrabbiati per la situazione politica nazionale, altri ancora lo sono per le sbagliate politiche locali degli anni precedenti. Hanno tutti ragione, ma chiedo ai cittadini falconaresi di valutare bene, guardando al presente e soprattutto al futuro di Falconara.

Abbiamo messo in campo una squadra che intende dare discontinuità alle politiche vecchie e fallimentari del passato. Vogliamo inaugurare un nuovo corso virtuoso improntato sulla partecipazione.

Ho un vincolo morale nei confronti dei 90 miei elettori e con tutta la città.
La buona politica, quella reale e non quella delle promesse sarà il mio obiettivo principale, ma prima occorre vincere le elezioni. Serve un voto in più per Il nostro candidato sindaco Antonio Mastrovincenzo. Serve l'impegno di tutti. Chiediamo un pò di fiducia, una ulteriore fiducia per poter vincere. Una fiducia che non tradiremo.



venerdì 24 maggio 2013

CON IL "SOGNO" DEL POI


In giro sento dire: "... si però stò sindaco ha sistemato il bilancio, adesso la città non c'ha più i debiti, in fondo grandi sbagli non li ha fatti".

Intanto i debiti ci sono e non basteranno nemmeno i prossimi 5 anni per estinguerli. Ma quello che non riesco a spiegare alle persone, che giustamente si concentrano sul presente perchè questa maledetta crisi non permette di pensare al futuro, che alcuni "sbagli" questo sindaco li ha fatti eccome, e sono gravi, solo che ce ne accorgeremo non subito, ma tra un pò.

Ce ne accorgeremo quando verrà realizzato il mega parcheggio di quattro piani alla stazione, quando sorgeranno le nuove case a Palombina Vecchia e a Montedomini, quando il centro commerciale a Castelferretti distruggerà la debole economia dei negozi della città. Ce ne accorgeremo quando la ferrovia con il by-pass sfregerà con il suo passaggio il fiume Esino, il parco del Cormorano, e isolerà ancora di più i quartieri di Fiumesino e Villanova. Ce ne accorgeremo quando vedremo la città cambiare e cementificarsi perchè questa è la volontà degli speculatori. Ce ne accorgeremo quando a largo della costa avremo un rigassificatore inutile e la raffineria svuotata dei lavoratori.

Ce ne accorgeremo quando la tassa sui rifiuti avrà costi insostenibili, solo perchè non si è voluto avviare un sistema di raccolta differenziata porta a porta.

Ce ne accorgeremo quando capiremo che i 37 contenziosi con la raffineria non potevano essere liquidati per un pugno di lenticchie e che fare gli ossequiosi con la proprietà non produce alcun beneficio per la città e nemmeno per l'occupazione dei lavoratori dell'Api..

Ce ne accorgeremo quando la crisi si farà ancora più pesante ed il Comune non sarà in grado di fare fronte alle emergenze perchè le case comunali non ci saranno più, vendute per quattro soldi.

Ce ne accorgeremo ma forse sarà troppo tardi, e sarà inutile avere rimpianti.

Questo avrei voluto spiegare ai cittadini che distrattamente pensano che questo è il migliore dei mondi possibili.

Ci ho provato in questi mesi di campagna elettorale a spiegare le mie ragioni. Un periodo duro per me.
Sono riuscito nel mio difficile intento? Non so.

Ce ne accorgeremo.... non tra molto però, un paio di giorni e vedremo se sarà possibile tentare un cambio di passo, un cambiamento, una alternativa. Se sarà possibile pensare ad una città migliore, dipenderà dalla sensibilità delle persone. In questo sono moderatamente ottimista.

Claudio Paolinelli
 
 
 

domenica 19 maggio 2013

IL MIO INTERVENTO AL COMIZIO DI SEL IN PIAZZA MAZZINI


Chi si prende la responsabilità di amministrare questa città, non può evitare di fare i conti con una situazione sociale ed economica drammatica. Una crisi che colpisce  moltissime famiglie e  persone, con i drammi che conosciamo. Che colpisce anche gli enti locali, i Comuni prima di tutto che, strozzati tra gli obblighi per il contenimento di spesa nel rispetto del Patto di stabilità e i tagli sostanziosi dei contributi statali, difficilmente riusciranno ad arginare i disagi e a soddisfare le crescenti esigenze dei cittadini.

 Credo che non potremo iniziare alcun tipo di progetto se prima non ci fermiamo a riflettere sul significato del sostantivo SOLIDARIETA' e del valore che vogliamo dargli. 

 SOLIDARIETA' dovrà diventare la parola d'ordine, il motore per chi vuole governare questa città, il faro di orientamento per non naufragare e per sperare di uscire indenni da questa crisi che determina un nuovo medioevo sociale, culturale ed economico. Solidarietà nel significato più alto e nobile del termine, da non confondere con carità, ma intesa come fondamentale leva capace di scardinare la cultura individualista presente in ognuno di noi, patrimonio negativo acquisito in tanti anni di cattiva politica e da pessimi esempi.

 Il nostro Comune soffre particolarmente della crisi che molto probabilmente si inasprirà nei prossimi mesi. Viviamo una lunga quaresima di austerità che colpisce chi non ha colpe, e sono veramente pochi gli strumenti di una amministrazione comunale per poter ridurne i disagi. Nessuno  ha la risposta a questo problema e occorre diffidare da chi millanta facili soluzioni e da chi cerca di contenere i disservizi con favoritismi ad personam.

 I motivi della crisi vengono da lontano, dalla globalizzazione, dalle logiche liberiste pensate per concedere il massimo profitto a pochi. Politiche che hanno permesso le grandi speculazioni finanziarie, che si traducono con una riduzione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, aumentando le imposte e diminuendo i servizi, soprattutto quelli essenziali come quelli sanitari, scolastici, e tagliando il welfare, i contributi indispensabili per il mantenimento di un degno stato sociale, in una fase in cui le famiglie non riescono più a fare fronte alle spese quotidiane.

 E' molto grave che in una fase come questa la politica abbia abdicato, scrollandosi di dosso le responsabilità per incapacità e  opportunismo, lasciando il Paese prima in mano a dei "tecnici", e poi a un governo di larghe intese.

 Nel nostro Paese la crisi è stata determinata da decenni di politiche nazionali che hanno favorito la corruzione, che hanno convinto gli italiani che potessero vivere al di sopra delle loro possibilità. Nel ventennio Berlusconiano, il declino ha raggiunto livelli catastrofici, con uno scadimento anche culturale e morale. Una crisi ancora pesante anche grazie alle politiche durissime del  passato governo Monti. Politiche che pagheremo con nuove povertà.
 
 È necessario capire bene i motivi e le responsabilità dell'attuale situazione nazionale perchè ricadono anche localmente e quindi anche nella nostra città. Responsabilità che hanno nomi, cognomi e volti, e che qualcuno anche in questa città cerca di nascondere dietro la nuova immagine ripulita delle liste civiche. La responsabilità di questa situazione è della politica di destra e liberista e di un berlusconismo diffuso.

 Noi vogliamo prenderci la responsabilità di amministrare questa città.

Occorre cambiare però! Cambiare radicalmente la strategia e la cultura politica di governo della città. Ripensare la città,   individuare le nuove priorità, mettendo in circolo idee e progetti che abbiano un respiro medio lungo.

Dobbiamo riprogettare la città con la prospettiva di lasciarla  meglio di come l'abbiamo trovata.

Le priorità in questo momento sono la tutela del lavoro e il sostegno alle persone in difficoltà. Le politiche sociali sono in cima ai nostri pensieri.

 Il fragile sistema economico di Falconara è minato da una epocale crisi industriale. La raffineria, la maggiore impresa industriale falconarese, paga pesantemente la crisi del settore a causa soprattutto della inadeguata strategia aziendale, manca un piano industriale, ma la proprietà non è la sola ad aver sbagliato.

 È immensa la responsabilità politica.

C’è bisogno di coraggio nelle scelte se davvero vogliamo tentare il cambiamento. Occorre una netta discontinuità con le politiche e con i politici inadeguati. Falconara deve tornare ad essere protagonista, deve promuovere il dialogo con l’azienda API, ma  abbandonando ogni subalternità.

 È necessario conoscere il “misterioso” piano industriale dell’azienda. Una azienda che deve però rispettare gli impegni presi e garantire l’occupazione.  Allo stesso tempo occorre pensare e iniziare un progetto di riconversione e bonifica dell’area. Questo è un compito della politica buona, quella non subalterna.

Siamo davanti a due gravi rischi: fine della produzione petrolifera, un incremento della disoccupazione con relativo impoverimento del tessuto sociale, ed il rischio reale che tutta l'area della raffineria diventi un'altra zona off-limits abbandonata a se stessa come è già accaduto per la Montedison.

Ci deve essere una rivolta culturale. Abbiamo il diritto di pensare ad una migliore qualità della vita, abbiamo il dovere di adoperarci per ottenerla.

Ed eccola l’importanza della solidarietà.  È necessario aprire un dialogo tra i lavoratori dell'Api e la cittadinanza, serve un patto per la garanzia dei posti di lavoro e per la tutela dell'ambiente e la salute.

 Falconara è una piccola città ma con  le problematiche di una metropoli, senza averne però le risorse. La Regione Marche non potrà ancora ignorare il sacrificio che è stato imposto a Falconara. Dobbiamo promuovere una vertenza per il riconoscimento del suo ruolo, per poter iniziare a riqualificarla con politiche puntuali sulle questioni sociali, economiche ed ambientali. 

 Quindi innanzitutto abbiamo bisogno di un progetto realizzabile e condiviso dai cittadini. Un progetto di lungo respiro che guardi al futuro in un’ottica complessiva. La pratica sprecona del "pianificar facendo" deve essere abolita non solo nel modo di fare ma soprattutto nel modo di pensare.

 Basta guardarla Falconara per capire che chi l'ha amministrata finora invece si è soffermato in piccoli dettagli ogni volta, senza una continuità con quanto fatto prima e senza pensare ad un collegamento per quel che si poteva fare dopo, determinando il caos. Ecco allora casermoni a fianco di belle case storiche, ecco le strade che si intrecciano e che si trasformano in labirinti, ecco che aree verdi si riducono fino a scomparire. Ecco che anche le piazze, vero punto di socialità, perdono il loro significato. 

 Cambiare la città significa programmare!  Partendo dall'esistente. Escludendo ogni possibilità di nuove edificazioni, e puntando alla riqualificazione urbana grazie alle ristrutturazioni. Potremmo ottenere molteplici vantaggi: efficienza energetica, meno inquinamento, valorizzazione degli edifici, e la ripresa del settore edilizio che soffre pesantemente la crisi. Altro che mega parcheggi e nuove case nelle aree a rischio frana!

 Cambiare la città significa anche sfruttare le sue potenzialità.

Riconsegnare ai cittadini la fruibilità delle piazze e dei parchi trasformandole da aree di degrado o pericolo a  piacevoli luoghi di incontro e svago. Cambiare significa aprire gli spazi culturali,  innalzare la proposta individuando le risorse nelle scuole, nelle associazioni, offrendo luoghi e promuovendo eventi che possano dare alla città una identità. 

 Cambiare la città vuol dire impostare il piano commerciale, spostando l'attenzione ad un commercio di prossimità, che possa  rivitalizzare il centro urbano. BASTA CENTRI COMMERCIALI! Una risposta politica alla grande distribuzione per salvaguardare gli spazi urbani di socializzazione, per migliorare la qualità della vita.

Vogliamo rilanciare anche il ruolo del mercato coperto, agevolando la presenza dei piccoli produttori agricoli locali per un commercio a filiera corta dei prodotti alimentari.

 Cambiare la città significa non rinunciare ai progetti sulla mobilità che daranno nuove prospettive e aperture. Penso alla metropolitana di superficie come opera da sostituire al By-pass ferroviario. Penso alla rinconquista della sovranità del territorio rigettando l'accordo con la società Quadrilatero. Un progetto che ha ampiamente dimostrato tutte le sue carenze.

 Qualcuno dirà che stò leggendo il libro dei sogni, ma ricordate, se chiudiamo la porta dei sogni, siamo già morti.  Dobbiamo avere la sensibilità per fare sogni ma la caparbietà per realizzarli.

 Il mare, la spiaggia, debbono essere per noi un tesoro da custodire e preservare gelosamente. Una potenziale risorsa per l’economia cittadina.

Ma la spiaggia è un bene comune ed è sbagliato considerarla solo come fonte di reddito. Occorre avere cura del bene comune, la nostra spiaggia deve conservare la caratteristica di un luogo aperto, accessibile a tutti, godibile anche da chi non può permettersi il servizio degli stabilimenti balneari. E' necessario individuare porzioni importanti di spiaggia libera e con servizi.

 Parlando di beni comuni non possiamo dimenticare la volontà di milioni di persone che con il referendum del 2011 hanno ribadito che l'acqua è un bene pubblico e per questo non assoggettabile al profitto. Parlando di gestione di servizi pubblici dobbiamo dire con chiarezza che la gestione dei rifiuti non può che andare verso una raccolta differenziata porta a porta, unico sistema che permette un'alta differenziazione dei rifiuti e quindi  un basso conferimento degli stessi in discarica. 

 Cambiare la città significa inventarsi un sistema  che permetta ai cittadini di esprimersi, di suggerire, di partecipare attivamente e concretamente al miglioramento della qualità della vita.

 Cambiare le città significa mettere a sistema le grandi esperienze delle associazioni di volontariato, significa valorizzare le attività cooperative locali, farle radicare nel tessuto sociale ed economico cittadino per migliorarne il grado di utilità per l'intera comunità.

Solidarietà è la parola d'ordine, ho detto all'inizio. Falconara ha bisogno di scrollarsi di dosso la nomea di città intollerante, inospitale e insensibile alle differenze culturali. Una fama che peraltro non risponde alla sensibilità e alla cultura della stragrande maggioranza dei suoi abitanti. Diffondere la diffidenza e la paura per lo straniero è un sistema di difesa inadeguato, come inadeguati sono stati coloro i quali in questa città si sono fatti scudo dell'emergenza sicurezza per promuovere azioni di stampo razzista.

Una politica che oltretutto non è riuscita nel suo intento ma che al contrario ha pericolosamente innescato intolleranze e provocato paure spesso immotivate. Innalzare cancelli, presidiare la città con l'esercito o chiudere l'acqua delle fontanelle come ha fatto l’attuale sindaco non serve a nulla. È sufficiente il rispetto delle regole e delle culture assicurando pari dignità per tutti.

Le strade e le piazze saranno tanto sicure quanto saranno frequentate.

Noi vogliamo favorire processi di integrazione e di conoscenza e promuovere la cultura della pace e dei diritti.

 Noi vogliamo dare il buon esempio, cominciando dal riconoscimento dei diritti civili nel rispetto della persona in quanto tale. Concretamente con l'istituzione di un registro cittadino delle unioni civili che non faccia differenze tra coppie etero e omosessuali e con il riconoscimento del diritto di cittadinanza per i bambini nati in Italia da genitori stranieri. Sono piccoli passi di civiltà per la città, anche simbolici, che però indirizzano verso un nuovo rinascimento.

Sinistra ecologia libertà è in campo con queste idee e s’impegna a cambiare Falconara con questi propositi. Come al solito lo facciamo con coerenza, serietà e modestia. Lo facciamo sostenendo il candidato sindaco Antonio Mastrovincenzo grazie ad un programma condiviso a cui abbiamo dato il nostro contributo. 

 Per questi motivi ci permettiamo di chiedere un voto per  Sinistra ecologia libertà alle elezioni comunali di Falconara. Un voto che rafforza la sinistra in città, un voto che ci darà la forza di realizzare i sogni possibili. 

 Il 26 e il 27 maggio, aiutateci con il vostro sostegno e la vostra partecipazione, a migliorare Falconara.
 
Claudio Paolinelli 19 maggio 2013